Da Italia Oggi: “L’assistenza che crea occupazione”
Posted by Pietro Scardillo on lunedì nov 14, 2011I dati Istat del 2010 confermano il progressivo invecchiamento della popolazione italiana: i valori attuali della vita media sono 79,1 anni per gli uomini e 84,3 per le donne. La speranza di vita residua per un 65enne oggi è di 18,3 anni (83,3 anni) per gli uomini, di 21,9 anni (86,9) per le donne. Negli ultimi dieci anni la popolazione di età superiore ai 65 anni è aumentata di ben 1,8 milioni di individui. Questo processo di cambiamento demografico non trova adeguate risposte nel sistema socio-assistenziale pubblico, già carente strutturalmente, e ora, a causa della crisi, in crescente mancanza di mezzi e di strutture per gli anziani. Sta, invece, sempre più emergendo l’intervento del settore privato-sociale sia con proprie strutture organizzative non profit, sia con forme assicurative integrative molto diffuse nella contrattualistica aziendale del welfare. Un esempio del primo caso è costituito da Coopselios, cooperativa sociale non profit con sede legale a Reggio Emilia, in grado di offrire a istituzioni pubbliche e a privati soluzioni avanzate ai bisogni socio-assistenziali, sanitari ed educativi.
L’impegno prioritario sugli anziani costituisce il 74% del suo fatturato e prevede lo sviluppo della progettazione e della gestione di servizi domiciliari, residenziali e semiresidenziali con personale altamente qualificato e a costi competitivi. «Coopselios riesce a coniugare», secondo il pensiero del suo presidente, Guido Saccardi, «l’attenzione per il territorio e per i suoi bisogni locali con il respiro della grande impresa, dotata di solide competenze tecniche, di un’efficienza organizzativa notevole e di una riconosciuta solidità patrimoniale, che la collocano in una posizione di preminenza fra le aziende operanti nel settore dei servizi alla persona. Nel prossimo triennio svilupperemo investimenti nei nuovi modelli di welfare attraverso la nostra fondazione “easy-care”, dedicata alla terza età, in ottica di wellness e prevenzione». La prospettiva di invecchiare si conferma una delle principali paure degli italiani: è questa una delle conclusioni dello studio condotto da Astra Ricerche per Assidai, il fondo sanitario integrativo di Federmanager, dal titolo «L’atteggiamento degli italiani nei confronti dell’invecchiamento». Il 35% teme, oltre l’indebolimento fisico, la perdita di memoria, mentre il 63% ha il terrore della solitudine, dell’abbandono, della «carcerazione soft» in un ospizio o in una residenza protetta (anche se di lusso). Il 63% è terrorizzato di perdere la propria autonomia personale, ma solo il 41% afferma di aver attivato la doppia risposta attiva, prevenzione e assicurazione (copertura sanitaria integrativa a quella fornita dal welfare). «Per attivare un atteggiamento positivo e di prevenzione», sostiene Lorena Capoccia, presidente Assidai, «stiamo pensando a un sistema di Patente a punti della sanità, dove i comportamenti virtuosi vengano premiati con un Sistema sanitario integrato, specialistico e personalizzato offerto a costi minori. Un sistema di monitoraggio periodico permetterà di premiare e stimolare l’adozione di un corretto stile di vita e di cura della persona. Al mo-
mento Assidai già garantisce il supporto a persone non autosufficienti, con una rendita vitalizia di 1.000 euro al mese e l’assistenza infermieristica specializzata». I calcoli matematici prevedono che nel 2050 un italiano su sette sarà ultra-ottantenne, va da sé, con un certo realismo cinico, che il mondo degli anziani sarà sempre più terreno di business.













